Poliamore internazionale: OpenCon UK 2013
| 14 ottobre 2013 | Inserito da Luca Boschetto under Notizie |
Quest’anno alla sua quarta edizione, si è appena conclusa, nelle campagne inglesi del Dorset, OpenCon UK, la “non-conferenza“ annuale sulle relazioni aperte e il poliamore.
Questa edizione ha visto oltre 70 partecipanti, fra cui sei italiani, in rappresentanza di almeno 14 paesi diversi, e la diversità non si è fermata certo solo alle nazionalità.
Come in tutte le non-conferenze, i workshop sono stati proposti e facilitati dai partecipanti stessi. Il focus principale quest’anno è stato sulla cultura del consenso sia all’interno che al di fuori delle relazioni, tanto da essere stato, oltre che tema di due workshop dedicati, anche parte fondamentale dell’incontro di apertura.
Fra i tanti altri workshop possiamo anche citare, traducendone approssimativamente i titoli: “Comunicazione nonviolenta per la sana risoluzione dei conflitti”, “Sesso sicuro”, ”Aspetti pratici del poliamore per principianti”, “Equilibrio lavoro/relazioni”, “Poliamore e politica”, “Poliamore solista e anarchia relazionale”, “Poly privacy: come e quando avete fatto il vostro coming-out poli”. In serata, ad alleggerire giornate di sicuro interessanti ma anche molto intense, cabaret a tema e cuddle party.
Sulle pareti del foyer, oltre ai fogli del programma in continua evoluzione e altri strumenti per la gestione condivisa dell’evento e per i feedback, alcuni partecipanti hanno disegnato anche le loro “polecole”, la struttura delle loro relazioni.
OpenCon UK è la “sorella maggiore” dell’OpenCon Catalonia, analoga non-conferenza che si tiene ogni fine maggio, ormai da due anni, vicino Girona (a poco più di un’ora da Barcellona) e che, probabilmente, ha un respiro perfino più internazionale rispetto all’edizione inglese: anche il team che si occupa della sua organizzazione è composto – oltre che da un “autoctono” – da organizzatori di altri tre paesi, Italia compresa, ed in collaborazione con la redazione di Poliamore.org. Per questa sua natura più internazionale, anche se la lingua franca rimane l’inglese, è forse ancor più adatta per chi è interessato a confrontarsi con questo tema anche oltreconfine ma non ha una buona dimestichezza con la lingua d’oltremanica.
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